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21/05/2017
Racconto della visita di Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk a Urbania

Atteso al cimitero di Urbania dall’Arcivescovo Giovanni Tani e da un ristretto gruppo di fedeli, Sua Beatitudine  Sviatoslav Shevchuk,  Arcivescovo Maggiore di Kyïv-Halyč (oggi Kiev), è giunto a Urbania giovedì 18 maggio  u.s. toccando il suolo della nostra terra  alle ore 10,32. Lo accompagnava una delegazione perugina guidata dal  vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti.

Dopo aver salutato l’Arcivescovo, il parroco mons. Piero Pellegrini ed i fedeli presenti, si è subito trasferito presso la cappella di famiglia  della Serva di Dio Maria Teresa Carloni,  dove ha deposto un omaggio floreale  inginocchiandosi sul nudo e freddo pavimento della tomba, e – concentrato in profonda preghiera e commovente silenzio - ha pregato dinanzi all’immagine di Maria Teresa. Poi, alzatosi, ha intonato un canto, una lunga melodia dialogata con il suo segretario.  Ci ha detto che era una preghiera ortodossa per implorare misericordia e accoglienza in paradiso delle anime addormentate nella speranza delle Risurrezione.

Visitata poi anche la tomba del clero per un saluto e una preghiera a mons. Cristoforo Campana canonico onorario della Cattedrale di Leopoli nominato dal card. Slipyj, ci siamo trasferiti in città, al palazzo di Maria Teresa, dove è nata e cresciuta. La nipote Adele ne ha fatto la sua gioiosa accoglienza all’ingresso,  precisamente nello spazioso atrio  da cui parte la maestosa gradinata,  ricordando la zia come donna di carità, una “larga e segreta” carità. È stato visitato tutto il palazzo oggi abitato da famiglie  e occupato da uffici di professionisti.  Dal terrazzo Sua Beatitudine ha ammirato la sottostante e bella insenatura del fiume Metauro e la prospiciente visuale del palazzo ducale. Prima di uscire,  il sindaco Marco Ciccolini, affiancato dal Vice-sindaco Alice Lombardelli,  ha donato a Sua Beatitudine una ceramica durantina.

Quindi ci siamo trasferiti alla chiesa di San Francesco per visitare soprattutto la cappella, dove viene conservato l’altare dell’oratorio di Maria Teresa, dove è esposto il quadro della Madonna di Częstochowa donato dal Card. Wyszynki,   poi -  sull’altare maggiore -  il grande crocifisso che la Serva di Dio aveva appeso nella principale parete nel suo studio.

Successivamente, al suono solenne delle campane, ci siamo trasferiti nella Concattedrale. Un ingresso solenne. Sua Beatitudine ha venerato la statua di San Cristoforo Martire patrono della  Città e  Diocesi, poi - con a fianco l’Arcivescovo Giovanni -  si è raccolto davanti al Crocifisso di Piero di Rimini sull’altare maggiore, davanti alla cui immagine  Maria Teresa ha pregato e offerto la sua vita consacrandosi come vittima per la santità dei sacerdoti  con il voto di castità perpetua e compiendo il matrimonio mistico per essere vera “sposa” di Gesù, Ostia Crocifissa, povera e abbandonata da tutti.

Sua Beatitudine, salito all’ambone, ha salutato l’Arcivescovo, i presenti e - con loro -  tutta la comunità parrocchiale di Urbania e la diocesi. Ha ricordato di essere venuto a Urbania per ringraziare Maria Teresa per quello che ha fatto per il suo predecessore Card. Josyp Slipyj, arcivescovo maggiore  greco-cattolico di Leopoli (oggi Kiev) condannato nei lager di Siberia. Ne ha tracciato la breve biografia e poi è passato a Maria Teresa, donna investita dall’Amore divino, intervenuta “misteriosamente” a salvaguardare la Chiesa ortodossa dell’Ucraina flagellata dal regime comunista, che ha tentato di sradicare la  successione apostolica con infiltrazioni di persone non consacrate tra sacerdoti clandestini.  Roma non poteva fare nulla perché non sapeva ed era spezzato ogni suo collegamento. Maria Teresa è stata la persona della Provvidenza e l’anello di congiunzione con la Chiesa Apostolica di Roma e quelle terre martoriate dall’ateismo. “Come? non sappiamo!” ha detto Sua Beatitudine.  Ma fu lei a stilare l’elenco dei sacerdoti e vescovi clandestini per mettere al sicuro la successione apostolica in Ucraina.  “Come? Non sappiamo!” ha ripetuto Sua  Beatitudine.

Poi è intervenuto il nostro Arcivescovo  per ringraziare Sua Beatitudine  della gradita, impensata e storica visita, utile per rafforzare i nostri rapporti di fede.

Dopo un breve break nel salone del Museo Diocesano,  Sua Beatitudine, scortato dalla polizia, è ripartito per Perugia nella cui cattedrale  era atteso per una solenne celebrazione con i  suoi connazionali ucraini.

Una mattinata intensa per una visita che passa alla storia della nostra Chiesa dove la nostra sorella Maria Teresa Carloni, prediletta dal Padre e  nascosta “sposa” di Gesù, ha lasciato il segno della voce e dell’amore della Chiesa Cattolica nelle terre perseguitate dal marxismo, una storia tutta da studiare e da capire alla luce della fede.

Giuseppe Mangani

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